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La mia amica chiama suo figlio “Piccolo Diavoletto”😆

Avete presente l’enfasi del protagonista di una famosa compagnia telefonica in uno dei suoi balletti in piazza di Spagna? Forse ricorderete anche la scena sotto la doccia di Janet Leigh in “Psycho”, per non parlare dell’energia ineguagliabile di Kevin, protagonista di “Mamma ho perso l’aereo”. Bene, aggiungeteci ancora un pizzico di follia, comprimete tutto in un ometto di 9 mesi ed eccolo, lui è Tommy, il piccolo diavoletto figlio della mia cara amica Eva. Lei? La sua espressione, invece, è sempre più vicina a quella de “L’urlo di Munch”, soprattutto quando si avvicina al fatidico momento del cambio pannolino.

Un disastro, contorniato da lacrime, urla e disperazione… di Eva, ovviamente. Per Tommy questa è la normalità o, meglio, lo era, fino a quando io e mio marito Gianpaolo abbiamo mostrato a Eva la luce in fondo al tunnel.

Nessun miracolo, nessun esorcismo. Semplicemente Dieghino, il fasciatoio portatile in grado di trasformare davvero un piccolo diavoletto come Tommy in un angelo irriconoscibile anche agli occhi di chi l’ha partorito.

Dieghino, il fasciatoio portatile per rinascere

Dal momento in cui Eva ha capito quanto un fasciatoio come Dieghino potesse stravolgere la sua quotidianità, non vive più senza. Non solo in casa. Data la sua leggerezza e facilità di spostamento e di fissaggio, lo porta sempre con sé. Una gita, una notte a casa dei nonni, un intero pomeriggio dall’amica ancora sprovvista di fasciatoio (non ha figli, ci mancherebbe!): ogni occasione è buona per cambiare Tommy tra sorrisi e bacini. E chi l’avrebbe mai detto?

Ciliegina sulla torta: il braccio porta peluche o smartphone. Un supporto sicuro per appendere quel giochino in grado di intrattenere Tommy per tutto il tempo necessario al cambio pannolino. Nessuna interruzione, nessun pianto, nessun urlo, né di Tommy né tantomeno di Eva; ora non deve più faticare per svestirlo, cambiarlo e rivestirlo in totale sicurezza. Inutile dire che ha molto più tempo a disposizione, per non parlare della pazienza! Quasi quasi non ci crede neanche lei. Eppure no, cara la mia amica, è tutto vero e il merito, modestamente, è mio e di Gianpy.

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